Qual è l'obiettivo di Israele a Gaza?

Di Neve Gordom, su middle-east-online del 30-12-2008

Il primo bombardamento è durato tre minuti e 40 secondi. Sessanta cacciabombardieri F16 israeliani hanno colpito 50 obiettivi a Gaza, uccidendo più di 200 palestinesi, e ferendone circa 1000.

Poco ore dopo il letale attacco, il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha convocato una conferenza stampa a Tel-Aviv. Con il ministro degli esteri Tzipi Livni che sedeva alla sua destra e il ministro della difesa Ehud Barak alla sua sinistra, ha dichiarato: "Potrebbe volerci tempo, e ognuno di noi deve mostrarsi paziente, per portare a termine la missione".

Ma, potemmo chiederci, qual è esattamente la missione d'Israele?

Per quanto Olmert non sia così esplicito, la "missione" prevede quattro distinti obiettivi.

Il primo è la distruzione di Hamas, un obiettivo completamente irrealistico. Anche se la perdita di centinaia di quadri e qualche leader danneggerà senza dubbio l'organizzazione, Hamas è un robusto movimento politico con sostegno ampio e diffuso, ed è improbabile che si arrenda o capitoli alle richieste di Israele dopo un attacco militare. Paradossalmente, il tentativo di Israele di distruggere Hamas usando la forza militare ha sempre finito per rafforzare l'organizzazione, corroborando così la nozione che la forza produce la sua stessa vulnerabilità.

Il secondo obiettivo ha a che fare con le imminenti elezioni in Israele. L'assalto su Gaza ha anche lo scopo di aiutare Kadima e il labour a sconfiggere il Likud e il suo leader Binyamin Netanyahu, attualmente in testa nei sondaggi. Non è un caso che i due principali avversari di Netanyahu, Livni e Barak, siano stati invitati alla conferenza stampa - dato che, dopo l'attacco, sarà più difficile per Netanyahu farli passare come "morbidi" con i palestinesi. Che la devastazione di Gaza aiuti o no la Livni a battere Netanyahu o Barak a recuperare voti alle elezioni di febbraio è difficile da prevedere, ma la strategia di competere con un guerrafondaio come Netanyahu facendo rullare i tamburi di guerra la dice lunga sui tre principali contendenti.

Il terzo obiettivo riguarda l'esercito israeliano. Dopo la sua dura umiliazione in Libano nell'estate del 2006,le forze armate israeliane hanno cercato l'opportunità di ristabilire la loro supremazia. Nell'ultima primavera hanno usato la Siria come loro laboratorio e ora hanno deciso di concentrarsi su Gaza. Enfatizzare i soli tre minuti e 40 secondi che ci sono voluti per bombardare 50 obiettivi è solo un modo con cui l'esercito israeliano mira a ristabilire la sua reputazione internazionale.

Infine, Hamas e Fatah non hanno ancora raggiunto un accordo su come procedere quando Mahmoud Abbas arriverà al termine del suo incarico come presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese il 9 gennaio 2009. Uno dei risultati dell'attacco è che Abbas rimarrà in carica ancora un po' perché Hamas sarà in difficoltà a mobilitare i suoi sostenitori per costringerl alle dimissioni.

Ciò che chiaramente manca da questo elenco di obiettivi è il tentativo di fermare il lancio di razzi Qassam verso le città del sud d'Israele. A differenza degli obiettivi da me menzionati, che non vengono discussi dai funzionari di governo, questo vienne presentato dal governo come principale obiettivo dell'operazione. Tuttavia, il governo sta attivamente sviando il pubblico, perché Israele avrebbe potuto mettere fine ai lanci di razzi da un pezzo. In effetti, vi era una relativa quiete durante i sei mesi di tregua con Hamas, una quiete che è stata spesso rotta in reazione alla violenza d'Israele: cioè a seguito dell'esecuzione extragiudiziale di un militante o dell'imposizione di un blocco totale che impediva l'accesso delle merci, come cibo e medicinali, nell'area della Striscia di Gaza. Piuttosto che prolungare la tregua, il governo israeliano ha scelto una volta ancora di adottare strategie di violenza molto affini a quelle sviluppate da Hamas, anche se gli Israeliani risultano molto più micidiali.

Se al governo israeliano importasse davvero dei suoi cittadini e della capacità della nazione di mantenersi a lungo termine nel Medio Oriente, avrebbe abbandonato l'uso della violenza e avrebbe parlato con i suoi nemici.

Versione originale:

Neve Gordon
Fonte: www.middle-east-online.com
Link: http://www.middle-east-online.com/english/?id=29439
30.12.08

Versione italiana:

Neve Gordon insegna politica all'università Ben-Gurion d'Israele. Per informazioni sul suo libro sull'occupazione israliana visitate il sito israelsoccupation.info.

Fonte: http://achtungbanditen.splinder.com
Link: http://achtungbanditen.splinder.com/post/19451191/Qual+%C3%A8+l%27obiettivo+di+Israele
30.12.08

Traduzione a cura di Gianluca Bifolchi


 

 

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