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presentazione del numero monografico 150
GIOCHI PERICOLOSI
Strategie di controllo in un mondo che cambia
Lo scorso 8 agosto, mentre si inauguravano i giochi olimpici nella capitale cinese, alla presenza dei principali leader politici mondiali (che ovviamente non sono andati al di là delle ipocrite parole in difesa dei diritti umani, evitando qualsiasi provvedimento concreto nei confronti di una Cina che non si vuole troppo stuzzicare…), si riaccendeva in maniera tragica la guerra tra la Russia e la Georgia, con il consueto carico di “effetti collaterali”. Era l’ennesima dimostrazione che le strategie degli ultimi 20 anni non hanno reso più sicuro e pacifico il pianeta, ma che sono tutti aperti e covano sotto la cenere i fattori scatenanti nuovi e sempre più pericolosi conflitti armati.
D’altra parte l’esponenziale aumento delle spese militari mondiali e dell’export di armamenti era un segnale già evidente di questa continua tendenza alla guerra – così come lo sono le decine di guerre aperte in varie forme esistenti al mondo. È quella “guerra globale permanente” che ha negli interventi in Iraq e Afghanistan i suoi capitoli più importanti.
Questo “monografico” di G&P prova a fare il punto sulle strategie politico-militari che stanno dietro alla “lunga guerra” (come la chiama la “National defense strategy 2008” statunitense) e sulla situazione attuale delle più importanti aree di conflitto.
L’attenzione si concentra in maniera particolare e più estesa sulle strategie della “nostra” parte, di quella alleanza occidentale guidata dagli Stati uniti e che ha nella Nato il suo principale strumento militare – alla quale si conformano anche le strategie europea e italiana.
Una seconda parte prova a definire quali siano le attuali tendenze di altri attori – Russia, Cina e India – e gli attori e la posta in gioco in alcune regioni nelle quali l’intreccio tra scontri armati e preparazione di conflitti più estesi è sempre più pericoloso.
Una carrellata analitica che rende chiaro quanto sia necessario che il movimento contro la guerra torni a far sentire la propria voce e riprenda la sua iniziativa contro le politiche di guerra – a partire dall’emergenza di un nuovo militarismo (legato alla questione della “sicurezza”) che rischia di trovare consensi inaspettati fino a qualche tempo fa.
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Copyright 1993/2003
Guerre&Pace
. Mensile di informazione internazionale alternativa
Ed. e propr. Associazione G&P. Stampa La grafica Nuova, v. Somalia 8, Torino.
Autorizz. Trib. Milano n. 55 del 13/2/1993. Dir. resp. Walter Peruzzi |
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